Bielorussia - Privatizzazioni

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Dopo la caduta dell’Unione Sovietica e quindi del socialismo reale, la maggior parte dei paesi sovietici si sono dati alla così detta “Shock Therapy”, ovvero selvagge e insensate liberalizzazioni che hanno peggiorato la situazione economica già pessima dalla fine degli anni ‘80, a causa delle riforme gorbacioviane.
 
La Bielorussia inizialmente non si distingue da questi paesi poiché mette in atto queste politiche neoliberali, ma vengono immediatamente interrotte quando viene eletto, nel 1994, Aleksandr Lukashenko.
 
Il segreto del successo della politica economica di Lukashenko è proprio il fatto che ha liberalizzato poche aziende e ha mantenuto l’egemonia statale. In Bielorussia infatti l’80% delle aziende restano pubbliche. Solo il 20% circa delle aziende attualmente rimane all’iniziativa privata a seguito delle privatizzazioni intervenute dopo il ’91.
 
Va ricordato che in Bielorussia vige anche la clausola del “golden share” per le imprese private di ex proprietà statale, che comporta una interferenza statale nel funzionamento di queste aziende. Le disposizioni legislative in merito alla privatizzazione della proprietà statale, così come la Legge sugli oggetti che devono essere mantenuti sotto il controllo dello Stato, impediscono a coloro che vogliono privatizzare di raggiungere i loro obiettivi.