Romania - Sistema fiscale

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Dal 2016 è in vigore il nuovo codice fiscale che ha introdotto una serie di novità tributarie in materia di tassazione dei dividendi e di aliquota Iva ordinaria.

La tassazione delle persone fisiche
Il sistema fiscale rumeno ha adottato dalla riforma del 2005 una tassazione sui redditi con aliquota unica del 16%, la cosiddetta flat tax.  In particolare, per quanto riguarda le persone fisiche, se residenti (cioè soggiornano per più di 183 giorni l'anno in Romania) sono assoggettate a tassazione su tutti i redditi ovunque prodotti; altrimenti sono tassate limitatamente ai redditi prodotti nel territorio dello Stato. Per la tassazione delle persone fisiche è applicata un'aliquota unica del 16%. Sono previste numerose forme di deduzioni dal reddito complessivo delle persone fisiche, con alcuni limiti per i redditi da lavoro dipendente per i quali sono deducibili soltanto i contributi per la previdenza sociale obbligatoria e quelli per l'assicurazione sanitaria versati dal lavoratore.

Dividendi e plusvalenze
In base all’introduzione del nuovo codice fiscale, la tassazione dei dividendi erogati da persone giuridiche romene ai residenti è passata da un’aliquota del 16% ad un’aliquota del 5%. Anche i dividendi percepiti da persone fisiche o giuridiche straniere subiscono lo stesso trattamento fiscale.

Per quanto riguarda le plusvalenze, gli utili percepiti dalla vendita di azioni e beni immobili sono considerati profitti e tassati con l'aliquota dell'imposta sulle società del 16%.

La tassazione delle persone giuridiche
Secondo la normativa fiscale nazionale sono considerati soggetti passivi d'imposta:
  • le società fiscalmente residenti, cioè che sono costituite o hanno sede amministrativa nello Stato, per i redditi ovunque prodotti;
  • le società non residenti, limitatamente ai redditi prodotti in Romania attraverso una stabile organizzazione.
Dalla base imponibile sono deducibili i costi inerenti l'attività da cui deriva il reddito imponibile. Le perdite possono essere riportate per sette anni e i piani di ammortamento fiscale, modulati secondo la vita utile presunta del bene, variano dai due ai sessanta anni. Anche in questo caso si applica l'aliquota unica del 16%.

Le microimprese sono invece soggette ad aliquote di favore che variano dall’1% al 3%.
Il limite di reddito vigente per poter essere considerate microimprese è passato da 65.000 Euro a 100.000 Euro. Le 3 aliquote impositive in vigore dal primo gennaio 2016 al 31 gennaio 2017 variano in funzione del numero di dipendenti. Rispettivamente per questo periodo si applicano:
  • l’aliquota dell’1% alle microimprese con almeno 2 dipendenti
  • l’aliquota del 2% alle microimprese con un solo dipendente
  • l’aliquota del 3% alle microimprese senza alcun dipendente.
Dal 1° febbraio 2017 le aliquote diventeranno invece:
  • 1% per le società che hanno alle loro dipendenze almeno 1 dipendente;
  • 3% per le società che non hanno alcun dipendente.
È stata pertanto eliminata l’aliquota intermedia del 2% prevista dalla precedente normativa.

Inoltre, sempre dal 1° febbraio 2017, tutte le società che nel corso del 2016 hanno realizzato ricavi inferiori a 500.000 euro saranno automaticamente soggette al regime previsto per le microimprese. La conseguenza pratica di questa novella legislativa è che non saranno espulse dal regime di favore tutte le società rumene che avevano superato il precedente limite (importo massimo di ricavi annuo  100.000 euro).

Incentivi e agevolazioni previste per le persone giuridiche
Le norme di favore che operano in materia di imposta sul reddito delle società sono:
  • la deduzione del 50% per le spese derivanti da investimenti in ricerca e sviluppo;
  • un particolare tipo di ammortamento accelerato previsto per alcune categorie di beni (che permette di ammortizzare fino al 50% del valore di acquisto nel primo anno di utilizzo);
  • l’esenzione fiscale per i profitti reinvestiti in attrezzature tecnologiche acquistate dopo il 1° luglio 2014.
Credito d'imposta estero
Un credito per imposte pagate all’estero è concesso se previsto da un trattato fiscale tra la Romania e un'altra giurisdizione e se il contribuente può dimostrare che l'imposta è stata pagato all'estero. Tuttavia, la differenza tra credito d’imposta e imposta dovuta nel Paese non può mai essere inferiore a zero.

Ritenute alla fonte
In base alle norme introdotte con il nuovo codice fiscale, dal primo gennaio 2016 sui dividendi distribuiti da società romene verso altre società romene si applica una ritenuta a titolo di imposta del 5% (precedentemente era del 16%). La stessa aliquota del 5% vale anche per i dividendi pagati da una persona giuridica romena a una entità residente in un altro Stato membro dell'Unione Europea, o a una stabile organizzazione di una società da uno stato membro dell'Unione Europea situato in un altro Stato membro dell'Unione Europea se i dividendi non sono considerati esenti sulla base della Direttiva madre-figlia dell’Unione europea. In questo caso non si applica alcuna ritenuta.
Invece, in via generale, sugli interessi pagati ad un società non residente e sui canoni pagati per royalties alle società non residenti si applica una ritenuta alla fonte del 16%.

Regime del consolidato – Non esistono regimi dichiarativi per le società che appartengono a un gruppo di imprese. Anche se controllata da una capogruppo, ogni azienda deve presentare autonomamente la propria dichiarazione dei redditi.

L'imposta sul valore aggiunto
L'imposta sul valore aggiunto è stata introdotta nel Paese nel 1993, grazie a un accordo provvisorio stipulato tra la Romania e l'Unione europea sugli scambi e le transazioni commerciali.
L'aliquota Iva ordinaria negli ultimi anni è passata dal 24% del 2015 al 20% del 2016. Infine, in base alle nuove disposizioni del codice fiscale l’aliquota passerà al 19%, a partire dall'1 gennaio 2017. In conformità alle previsioni del codice fiscale l’aliquota dell’Iva applicabile è quella in vigore alla data in cui si verificano i presupposti per l’applicazione dell’imposta; presupposti che di regola si verificano alla data della cessione dei beni o della prestazione dei servizi.
 
L’aliquota ordinaria colpisce tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, ad eccezione di quelle in regime di esenzione. Vi sono poi due aliquote ridotte al 9 e al 5%. L'aliquota ridotta al 9% si applica ad alcune fattispecie espressamente previste dalla legge (es, farmaci, libri, ingressi ai musei, servizi alberghieri, ecc.). Esportazioni e forniture intracomunitarie di beni sono esenti da Iva. Tra le altre esenzioni figurano i servizi sociali, sanitari, educativi e alcune transazioni immobiliari.
Con l’approvazione del nuovo codice fiscale, l’aliquota Iva del 9% risulta adesso applicabile anche per la cessione di acqua potabile e quella utilizzabile per le irrigazioni in agricoltura.

Per arginare il fenomeno dell'evasione fiscale (un elemento che vede la Romania in vetta alle classifiche europee), il 1° agosto 2010 è stato istituito presso l'Agenzia dell'Amministrazione fiscale, con l'ordinanza di emergenza n. 54/2010, un apposito registro degli operatori intracomunitari in cui devono essere annotati tutti coloro che effettuano operazioni intracomunitarie. Chi non è iscritto nel registro non potrà più avere una partita IVA necessaria per effettuare questo tipo di operazioni. 
Italia e Romania hanno firmato un Protocollo di modifica della Convenzione (Riga, 25 aprile 2015) tra la Repubblica Italiana e la Romania per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali. Il Protocollo aggiorna la Convenzione tra Italia e Romania del 1978.
 
L'accordo firmato adatta le disposizioni sullo scambio di informazioni ai più recenti standard internazionali e prevede che le autorità competenti dei due Stati si scambieranno le informazioni presumibilmente rilevanti ai fini del prelievo delle imposte e per prevenire l'elusione e l'evasione fiscale.
 
La Convenzione riguarda le imposte su redditi e patrimonio prodotti da cittadini residenti in uno degli Stati contraenti nell'altro Stato e mira ad evitare la doppia imposizione.
Rientrano nel campo di applicazione della Convenzione tutte le imposte sul reddito complessivo o su elementi del reddito, comprese le imposte sugli utili derivanti dall'alienazione di beni mobili o immobili, le imposte sull'ammontare complessivo degli stipendi o dei salari corrisposti dalle imprese nonché le imposte sulle plusvalenze.
 
Per quanto riguarda l'Italia, le imposte attuali su cui si applica la Convenzione sono IRPEF, IRES ed IRAP, ancorché riscosse mediante ritenuta alla fonte.
Per quanto riguarda la Romania, si tratta dell'imposta sul reddito e dell'imposta sugli utili.
La Convenzione si applicherà anche alle imposte future di natura identica o sostanzialmente analoga che verranno istituite dopo la firma della Convenzione in aggiunta o in sostituzione delle imposte esistenti.