Ucraina - Privatizzazioni

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Il processo di privatizzazione è stato avviato nel 1992, con l'emanazione di due testi di legge, disciplinanti, rispettivamente, un piano per le società di grandi dimensioni e uno per quelle piccole. Attraverso un procedimento di trasformazione da compagnie statali in società pubbliche per azioni, si diede il via ad aste pubbliche, tramite le quali anche i privati potevano acquistare quote societarie. Dal 1993 al 1996, la maggior parte delle società privatizzate erano aziende di piccole e medie dimensioni, che operavano soprattutto nel settore del commercio al dettaglio, in quello alimentare, edile ed in quello dei servizi correlati ai settori precedenti. Il metodo iniziale scelto per i certificati di privatizzazione è stato sostituito dal 1999 con la politica della privatizzazione caso per caso.
L'obiettivo chiave della nuova politica riguardo la privatizzazione dei settori strategici è quello di cedere pacchetti di maggioranza o di controllo ad investitori che siano in grado di sviluppare e promuovere la crescita delle aziende stesse. L'autorità investita di tale compito è la State Property Fund. La vigente normativa individua le seguenti categorie di beni di proprietà statale suscettibili di essere privatizzate: immobilizzi, impianti di produzione e strutture che facciano parte di un complesso integrato, costruzioni non ancora completate e azioni di proprietà statale in società di capitali.
Generalmente, la proprietà statale può essere privatizzata tramite vendite all'asta o bandi; un metodo alternativo, previsto dal piano di privatizzazione, consiste nel buy-out della proprietà statale. Si distingue tra bandi commerciali e non-commerciali: nei primi, vince colui che offre la somma maggiore, mentre, nei secondi, colui che, oltre a pagare il prezzo richiesto, si impegna ad investire più di tutti gli altri concorrenti. Negli ultimi anni, lo State Property Fund è stato più incline ad utilizzare la procedura dei bandi commerciali. Solo un pacchetto di azioni per volta può essere oggetto di un bando e non è consentito l'acquisto di solo una parte del suddetto pacchetto. Per partecipare ad un'asta pubblica o ad un bando, l'interessato deve pagare un diritto fisso di registrazione e disporre un deposito, a garanzia, pari al 10% del prezzo di partenza.
La vendita, invece, avrà luogo solo se vi sono almeno due concorrenti. Il sistema buy-out si effettua solo per le seguenti categorie di beni:
  • beni che non sia stato possibile cedere a mezzo di asta o bando;
  • società oggetto di un contratto di leasing (sempre che l'opzione di buy-out sia prevista nel contratto stesso);
  • società che siano specificamente elencate tra i beni privatizzabili con la procedura in questione. 
Il Parlamento approva all'inizio di ogni anno il programma di privatizzazione contenente indicazioni sulle procedure e sulle quote di beni privatizzabili. Infine, spetta allo State Property Fund l’approvazione della lista dei beni privatizzabili di proprietà statale. Generalmente non sono poste limitazioni a soggetti stranieri (persone fisiche e giuridiche) che vogliano partecipare alle varie procedure di privatizzazione. Recentemente, è stato tolto anche l'onere, a carico di soggetti stranieri, di versare il prezzo di acquisto del bene di valuta pregiata. Ciò aveva costituito una discriminazione, in quanto veniva applicato un cambio prefissato ad un tasso estremamente sfavorevole.
Attualmente, invece, la normativa permette al soggetto straniero di operare tramite un conto bancario in valuta ucraina per effettuare la relativa transazione. Resta l'obbligo, in capo all'acquirente "persona giuridica straniera o joint-venture" di documentare la provenienza dei fondi che si utilizzeranno per l'acquisto, indipendentemente dal valore stesso del bene. I dati statistici emergenti dal processo di privatizzazione degli ultimi dieci anni, rivelano che nel 90% delle società industriali statali, il controllo delle stesse è stato ceduto a soggetti privati e più del 60% della manodopera ucraina presta il proprio lavoro in aziende privatizzate.
 
Gli ultimi interventi del governo ucraino prevedono le più grandi opere di privatizzazione nella storia del Paese. Il ministro dell’energia elettrica, Yuri Prodan, ha annunciato la privatizzazione di tutte le risorse energetiche, con l'eccezione di alcuni gasdotti. Il governo ha poi aggiunto che il piano prevede la privatizzazione della sua quota del 50% in Ukrneft (compagnia petrolifera di Stato) e il 75% del capitale di Turboatom (centrale idroelettrica). E’ altresì incluso il porto di Odessa e diverse miniere.
La maggior parte dell’industria ucraina è stata privatizzata mediante un sistema di partecipazione azionaria, che alla fine ha portato alla concentrazione dell’industria ucraina nelle mani di pochi eletti oligarchi, molti dei quali oggi siedono in parlamento (tra questi, il presidente Poroshenko e il leader del partito di Yatsenyuk Tymoshenko).