Ecuador - dati generali


Fonte dati ISTAT, Ateco 2007

Import 2017 € 622.320.238,00
Import 2016 € 704.580.030,00
Import 2015 € 952.186.188,00
Export 2017 € 530.849.430,00
Export 2016 € 401.068.842,00
Export 2015 € 465.930.796,00
 Aggiornamento: 12/01/2017


Capitale : Quito 
Città principali : Guayaquil
Superficie (km²) : 283 580
Popolazione: 14,7 milioni (2011); 17,2 milioni (2025)
PIL : 66,4 miliardi $
PIL/pro-capite: 4 424 $
Settori economici: Petrolio, agricoltura (banane, gamberi)
Religione : Cattolica 95%.
Lingue ufficiali: spagnolo 
Fuso orario: 5 ore indietro rispetto all’orario del meridiano di Greenwich;6 ore indietro rispetto all’Italia (7 ore indietro con l’orario legale)
 
L’Ecuador fa parte della CAN (la Comunità andina) insieme a Colombia, Perù e Bolivia - il 22 aprile 2006 il Venezuela ha lasciato la Comunità andina. Questi Stati formano una zona di libero scambio fin dal 1990 e hanno applicato una tariffa estera comune a partire dal 1995. Il Paese appartiene ugualmente all’ALADI (Associazione latino-americana d’integrazione) e all’OSA (Organizzazione degli Stati Americani) e ha negoziato numerosi accordi di libero scambio.
 
L’Ecuador è un membro del WTO dal 21 gennaio 1996. Appartiene inoltre ad un gruppo di paesi latino americani che dialogano con l’Unione europea tramite incontri al vertice biennali.
 
L'Ecuador ha compiuto degli sforzi significativi fin dal 1992 per ridurre le barriere tariffarie ed ha attuato una politica commerciale aperta.
 
L'Unione europea ha avviato le negoziazioni di un accordo con i quattro paesi della Comunità andina, ma le trattative sono state sospese nel 2008, un anno dopo il loro lancio per mancanza di unanimità. Le negoziazioni commerciali sono riprese pochi mesi più tardi senza la Bolivia e Ecuador.
L’evoluzione delle relazioni politiche tra l’UE e I paesi dell’America Latina sono consultabili dal sito: Action extérieure de l’UE.
In maggio 2013, l’Ecuador ha manifestato l’interesse a riprendere i colloqui per aderire all’accordo accanto a Perù e Colombia. L’accordo è stato siglato l’11 novembre 2016. E’ entrato provvisoriamente in vigore il 1° gennaio 2017.
L’accordo consentirà di sopprimere i diritti doganali su tutti i prodotti industriali e sulla pesca, di allargare l’accesso al mercato per i prodotti agricoli, di migliorare l’accesso ai mercati pubblici e ai servizi e di ridurre maggiormente gli ostacoli tecnici al commercio.
Questo accordo asimmetrico è concepito per rispondere ai bisogni di sviluppo del paese. Le riduzioni tariffarie non saranno attuate che progressivamente, su un arco di tempo di 17 anni; l’UE liberalizzerà quasi il 95% delle linee tariffarie dall’entrata in vigore dell’accordo, mentre l’Ecuador ne liberalizzerà circa il 60%.
     
TRASPORTI
Lo stato delle strade è mediocre, la circolazione è difficile nella stagione delle piogge e gli incidenti sono frequenti. A Quito e a Guayaquil la circolazione è molto intensa e pericolosa per il comportamento dei conducenti.
Circa l’85% del commercio internazionale dell’Ecuador in termini di volume è trasportato per mare. Ci sono quattro grandi porti internazionali e tre terminali petroliferi nel paese. Guayaquil è di gran lunga il più importante, gestendo più del 90% del trasporto container.

Nel 2010, circa il 7,5% del commercio internazionale, in termini di volume è stato trasportato per via aerea. Ci sono quattro aeroporti internazionali e 23 aeroporti nazionali. Tutti gli aeroporti sono di proprietà e a gestione statale, ad eccezione di quello di Quito. E’ in via di costruzione un nuovo aeroporto a Quito per snellire il traffico aereo con una pista di 4100 metri.

 

Grado di apertura del mercato
Razionalizzare la creazione d’impresa, gli investimenti e le procedure di sdoganamento ha rappresentato una priorità del governo ecuadoriano. L’informatizzazione delle procedure doganali e altre attività di modernizzazione sono state realizzate in particolare per diminuire il numero di ispezioni fisiche e per privilegiare la valutazione dei rischi all’importazione. La direzione nazionale delle Dogane prevede specialmente d’istituire un sistema ispirato al sistema di sdoganamento elettronico coreano (UNI-PASS) e un dispositivo di sportello unico (ECUA PASS). Quest’ultimo mira ad ottimizzare ed a integrare su di un solo portale internet tutte le procedure associate al trattamento e al rilascio dei documenti di controllo.
La tariffa doganale resta uno dei principali strumenti di politica commerciale ecuadoriana e la maggiore fonte di entrate fiscali.
L’Ecuador continua a vietare alcune importazioni, per la tutela della salute, della sicurezza e dell’ambiente. I prodotti vietati comprendono diversi prodotti chimici, gli articoli di bigiotteria, i pneumatici usati, alcuni tipi di auto usate, ecc. Numerosi prodotti sono assoggettati ad un controllo sotto forma di permesso, licenza o autorizzazione preventiva all’importazione. Questo ultimo tipo di controllo permette di verificare la conformità alle norme tecniche e alle prescrizioni sanitarie e fitosanitarie dei prodotti importati.