Cile - dati generali


Fonte dati ISTAT, Ateco 2007

Import 2017 € 2.226.492.308,00
Import 2016 € 1.639.209.928,00
Import 2015 € 1.684.231.720,00
Export 2017 € 1.921.665.740,00
Export 2016 € 1.832.091.790,00
Export 2015 € 1.924.168.884,00
Aggiornamento : 03/08/2017

Capitale: Santiago
Città principali: Cencepcion, Valparaiso
Superficie (km²): 755 482
Popolazione: 17,3 milioni (2011); 19,1 milioni (2025)
PIL: 248,4 miliardi $
PIL/procapite: 14.277,7 $
Settori economici: estrazione mineraria (rame, carbone, nitrato); prodotti fabbricati (agro-alimentare, prodotti chimici, legno); Agricoltura (pesca, vigneti, frutta)
Religione: cattolica romana 88,8%; Protestante 11%.
Lingua ufficiale: spagnolo
Moneta: peso cileno CLP
Fuso orario: 4 ore indietro rispetto all’orario del Meridiano di Greenwich; 5 ore indietro rispetto all’Italia (6 ore con l’orario legale)
 

 

Il Cile ha sottoscritto numerosi accordi regionali con i paesi limitrofi (Venezuela, Bolivia, Equador, il MERCOSUR, etc.) ma anche con paesi più lontani (Canada, Australia, Cina, Corea del Sud, etc.).
La piccola dimensione del suo mercato interno (circa 18 milioni di abitanti) ha portato il Cile ad attuare una strategia risoluta di liberalizzazione degli scambi, che ha portato alla firma di 25 accordi di libero scambio con 65 paesi. Questa strategia consente al Cile di importare a minor costo i beni di consumo durevoli e di capitali necessari e di posizionarsi come piattaforma di riesportazione nella regione (Alleanza del Pacifico - membro fondatore, Mercosur - membro associato dal 1996) ma anche verso la regione Asia-Pacifico. Infatti, il 93,5% delle esportazioni del Cile va ai partner commerciali con i quali ha accordi.
Le aziende italiane possono trarre vantaggio dalle opportunità di business di questo paese, aperte, stabili e prudentemente gestite.
L'Italia e il Cile sono due Paesi lontani geograficamente ma vicini per molti aspetti, non solo per le intense e sinergiche relazioni economico-commerciali ma anche per le affinità culturali, le sintonie politiche e la presenza di un’importante collettività italiana, ben inserita nel Paese.
I due sistemi economici sono complementari: il Cile esporta “commodities”, tra cui alcune strategiche per l’economia italiana (rame e cellulosa), l’Italia esporta macchinari ad alto valore aggiunto, necessari per i processi estrattivi e produttivi cileni.
   
Cile-UE - L’Accordo di associazione firmato nell’aprile 2002 con l’Unione Europea è entrato in vigore il 1° febbraio 2003 per la parte commerciale e il 1° marzo 2005 per altre aree. Si tratta di un accordo molto ambizioso per il suo ambito di applicazione (politico, economico, commerciale e di cooperazione). Comprende impegni di liberalizzazione nel settore dei servizi, in particolare finanziari, e prevede disposizioni di investimento. Sul piano commerciale, l’accordo ha ridotto in modo significativo i diritti doganali tra le due parti.
 
Il contenuto dell’Accordo UE-Cile è consultabile sul sito della Commissione europea- DG trade.
L'evoluzione delle relazioni politiche UE-Cile è consultabile sul sito Relazioni esterne dell'UE.
 
Grado di apertura del mercato
Il Cile è un paese aperto. Ha adottato varie misure di modernizzazione doganale, tra cui la pubblicazione anticipata delle norme doganali consultabile on-line, l'automazione dei processi di ingresso e di uscita delle merci e l'istituzione di tribunali doganali. Nel febbraio 2009 è stato istituito uno schema per il sistema degli operatori economici autorizzati per facilitare il commercio legale concentrare il controllo sugli operatori che presentano maggiori rischi. Il Cile ha, inoltre, introdotto varie misure per semplificare le procedure doganali (trasmissione elettronica delle dichiarazioni di iscrizione, pubblicazione anticipata delle norme doganali, ecc.).
Il Cile applica alcuni divieti di importazione a salvaguardia dell'ambiente, della salute umana, animale e vegetale, conformemente alla legislazione nazionale e agli impegni internazionali.