Israele - dati generali


Fonte dati ISTAT, Ateco 2007

Import 2014 € 1.935.928.168,00
Import 2013 € 1.890.406.554,00
Import 2012 € 1.807.908.538,00
Export 2014 € 4.132.606.416,00
Export 2013 € 4.296.473.524,00
Export 2012 € 4.549.954.756,00
Codice Paese: (624), IL (1) 
Capitale: Gerusalemme
Città principali: Tel-Aviv, Haifa
Superficie (km²): 20 517
Popolazione: 7,6 milioni (2011); 9,3 milioni (2025)
PIL: 242,9 miliardi $
PIL/procapite: 31 $985,7
Settori economici: chimica; materie plastiche; tecnologie avanzate (aeronautica, telecomunicazioni, software, biotecnologie); dimensione del diamante; tessile; Turismo
Religione: ebraica, musulmana, cristiana
Lingue ufficiali: ebraico ed arabo lingue ufficiali, diffuso l'inglese e il russo
Moneta: Nuovo Shekel Israeliano, ILS (diviso in 100 agorot)
Fuso orario: 2 ore avanti rispetto all'orario del Meridiano di Greenwitch; 1 ora avanti rispetto all'Italia
 

 

Essendo un piccolo paese, Israele è dipendente dal commercio internazionale come motore di crescita, innovazione e concorrenza. Essa persegue una politica di liberalizzazione commerciale nel contesto dei negoziati del WTO (di cui è membro dal 21 aprile 1995) e attraverso accordi preferenziali reciproci bilaterali. Oggi, il governo sta esplorando la possibilità di concludere accordi di libero scambio con paesi nuovi prendendo di mira i mercati emergenti dell'Asia e dell'America Latina.

In particolare: 
1971 Protocollo sui negoziati commerciali 
1985 Accordo di libero scambio con USA 
1992 Accordo di libero scambio con EFTA 
1995 Accordo di libero scambio con Unione Europea 
1996 Accordo di libero scambio con Canada 
1997 Accordo di libero scambio con Turchia 
2000 Accordo di libero scambio con Messico

L'UE e Israele sono impegnati in una collaborazione volta a fissare strette relazioni politiche, commerciali e rapporti reciprocamente vantaggiosi di investimento e cooperazione economica, sociale, finanziaria, civile, scientifica, tecnologica e culturale.

Un accordo di associazione, firmato il 20 novembre 1995, è entrato in vigore il 1° giugno 2000. Un accordo interinale, entrato in vigore il 1° giugno 1996, aveva permesso l'attuazione anticipata delle disposizioni commerciali dell'accordo. Questo accordo è stato modificato nel 2010 per liberalizzare ulteriormente il commercio agricolo.

Israele beneficia della politica europea di vicinato. Questa politica, definita dai piani di azione, è destinata a permettere ai paesi interessati a partecipare alle politiche europee.

Israele è anche integrato nei programmi di cooperazione forniti dall'Unione per il Mediterraneo.
Dal lato doganale, Israele ha lanciato iniziative per la facilitazione degli scambi per gli operatori economici e negozia accordi di riconoscimento reciproco con altri paesi. Ha anche migliorato i servizi di corriere internazionale (controllo doganale delle merci spedite via aerea). Gli scambi sono liberalizzati, Israele impone, tuttavia, alcuni divieti e applica delle licenze all’importazione per motivi di salute, sicurezza, ecc.

REGOLAMENTAZIONE DEGLI SCAMBI
  
Sdoganamento e documenti di importazione: lo sdoganamento avviene tramite procedure informatizzate presso gli uffici dell’Agenzia delle Dogane. Una parte della merce è ispezionata dal funzionario doganale che apre uno o più colli sulla base di direttive fornite dalla Direzione generale della Dogana. I documenti richiesti per lo sdoganamento (esclusi campioni, importazione personale, merci per corpi consolari etc.) sono: la fattura originale del fabbricante o della ditta esportatrice, possibilmente firmate (per abbigliamento, articoli in pelle, profumi, medicinali e affini sono obbligatorie etichette con note del Ministero del Commercio); la lista d’imballaggio per merce in quantità superiore ad un collo; la lettera di trasporto aereo/marittimo; dichiarazione d’assicurazione marittima; il formulario EUR 1 o dichiarazione parallela per merce fabbricata in Europa.
Israele ha rigorosi requisiti di etichettatura della merce: deve essere fatta mezzo di stampa, incisione, stampaggio, o qualsiasi altro mezzo, sulla confezione. Se la marcatura non è realizzabile, l'etichetta deve essere ben cucita o attaccata al prodotto o alla confezione. Su un pacchetto contenente sotto-pacchetti, l'etichetta deve indicare: il numero di sottopacchetti, il contenuto netto di ogni sottopacchetto e il peso netto totale. Per i prodotti che tendono a perdere peso, la quantità massima d'esaurimento atteso dovrebbe essere menzionata. L’etichettatura deve riportare le scritte in ebraico; l'inglese è facoltativo (scritte di dimensione inferiore a quelle ebraiche).

Alcune tipologie di merci richiedono licenze di importazione rilasciate dal Ministero di riferimento (Trasporti, Sanità o Agricoltura) o un permesso dell’Istituto Tecnico competente. 
Alcune categorie merceologiche come generi alimentari, cosmetici e prodotti farmaceutici necessitano di una certificazione da ufficio governativi all'estero. 

Classificazione doganale della merce: responsabile in materia è una Sezione del Department of Customs & VAT. La classificazione delle merci in Israele è basata sul Sistema Armonizzato. 
Per ricevere informazioni dall’estero riguardo alla classificazione dei beni e ad eventuali tasse da pagare sull’importazione di prodotti in Israele, è possibile contattare direttamente la Sezione addetta alla classificazione oppure un agente dei servizi doganali israeliani. 

Restrizioni alle importazioni: applicate su merci provenienti da Paesi che non hanno rapporti diplomatici con Israele, merci pericolose al pubblico, strumentazione (semi) militare, altre merci specificate sulla Tariffa Doganale. 

Importazioni temporanee: permesse usando il Carnet Ata o sotto altri accordi doganali (generalmente dietro pagamento in deposito restituito a esportazione avvenuta). 

BARRIERE TARIFFARIE E NON TARIFFARIE 

Non sono state rilevate restrizioni quantitative o misure di effetto equivalente e non è prevista la riscossione di alte imposte in aggiunta al dazio doganale. 
L'economia israeliana si è andata progressivamente aprendo agli scambi commerciali. In considerazione delle ridotte dimensioni del mercato interno, della scarsità di risorse naturali e della situazione geopolitica, l`economia israeliana è per sua natura votata all'export. Il commercio internazionale gioca quindi un ruolo fondamentale nell'economia del Paese. 
La diffusione dei prodotti di importazione dall'Unione Europea non incontra qui particolari difficoltà: le uniche resistenze possono derivare, per quanto riguarda i prodotti alimentari, dall'applicazione delle regole dettate dalla kasherut: molte imprese europee, tra cui le italiane, presenti su questo mercato hanno tuttavia ottenuto il certificato rabbinico per prodotti identici a quelli venduti nei rispettivi Paesi di provenienza. 
Nel corso del 2009, Israele ed Unione Europea hanno raggiunto una nuova intesa commerciale, in vigore dal 2010, che prevede l’abolizione delle tariffe e delle quote su circa 95% dei prodotti alimentari scambiati. In prospettiva, l’accordo dovrebbe servire a riequilibrare il traffico commerciale nel settore agroalimentare, squilibrato a vantaggio dell’UE, consentendo a diverse aziende di questo paese di arrivare a competere efficientemente sul mercato europeo attraverso l’abolizione del dazio del 40%. 
I cosiddetti "trade irritants" che ancora ostacolano il commercio con Israele, e formano tuttora oggetto di negoziato, possono essere così sintetizzati: 
  • Proprietà intellettuale;
  • Importazione di bovini vivi ed in genere l'applicazione delle regole della kosherut;
  • Importazione di pellicce;
  • Legislazione in materia di controlli sanitari e fitosanitari;
  • Normativa concernente gli approvvigionamenti pubblici.