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HEDGE FUND


L’hedge fund rappresenta un approccio all'investimento professionalmente diverso, soprattutto in termini di allocazione delle risorse disponibili, al timing per l'ingresso e l'uscita e all'utilizzo di strumenti finanziari complessi e diversificati tra di loro.
E' un fondo la cui filosofia di gestione si prefigge di poter ottenere risultati positivi indipendentemente dall'andamento dei mercati in cui opera.

Un hedge fund, per definizione, è costituito da un gruppo di persone o società organizzate privatamente che si avvalgono di una gestione specializzata per le quote sottoscritte.
Il gestore di un hedge fund si pone l'obiettivo di realizzare una performance assoluta e non relativa ad un benchmark o ad un indice di mercato.
Tradizionalmente tali tipi di fondo non sono aperti a tutti gli investitori ma richiedono ai partecipanti dei requisiti ben precisi, soprattutto in termini di capitale. Ad essi si può pensare come a dei fondi che utilizzano particolari strategie di copertura, liberi nello scegliere l'oggetto del proprio investimento e in grado di generare, ove la gestione risulti efficiente, un livello di performance superiore rispetto ai fondi tradizionali.

Tali fondi utilizzano solitamente sofisticate tecniche di investimento, cercando di migliorare le performance proteggendo il portafoglio da eventuali ribassi del mercato grazie all'apertura di posizioni speculative mediante vendite allo scoperto.
Il proliferare di tale forma di investimento è giustificata dalle sue caratteristiche: elevati ritorni controbilanciati da altrettanto elevati rischi. Esistono sostanziali differenze tra i fondi comuni e gli hedge funds, soprattutto per l'effetto leva insito in questi ultimi e per la notevole libertà gestionale che viene lasciata ai manager del fondo.
Questo imprime un marcato carattere speculativo agli hedge funds, infatti, mentre ad un fondo comune di investimento viene imposto l'utilizzo di una leva finanziaria massima pari ad uno, ovvero la massima perdita sostenibile ammonta al patrimonio netto del fondo stesso, per gli hedge funds non sussiste limitazione alla leva finanziaria utilizzabile. I fondi speculativi sono proprio gli equivalenti "italiani" degli hedge funds.
Essi sono stati disciplinati dal regolamento del Ministero del Tesoro emanato con decreto del 24 maggio 1999 n. 228; dal Provvedimento della Banca d'Italia del 20 settembre 1999 e successive modificazioni apportate con decreto del Ministero del Tesoro n. 47 del 31 gennaio 2003.

Tuttavia, anche se adottano strategie non tradizionali, in realtà, soltanto una minima parte degli hedge funds persegue strategie di investimento a elevatissimo profilo di rischio; di fatto, la maggior parte adotta strategie volte alla riduzione del rischio e alla realizzazione di un profitto costante.
La traduzione letterale di hedge fund è infatti "fondo che assicura una copertura", e fornisce una prima spiegazione su come operino questi fondi.
Un normale fondo di investimento acquista un numero relativamente elevato di titoli nella speranza che il loro valore e il loro rendimento aumentino, cercando allo stesso tempo di bilanciare il proprio patrimonio in modo da minimizzare i rischi.
L'hedge fund si comporta invece in maniera opposta: investe quasi tutte le proprie risorse in un numero limitato di attività per massimizzare i presunti profitti futuri, impegnando il capitale residuale per assicurarsi contro i rischi inerenti le operazioni principali.

Come funzionano
Gli hedge funds sono società private di investitori legati da un contratto al gestore (e spesso proprietario) del fondo.
Gli hedge funds generalmente non sottostanno al controllo delle autorità nazionali, come la Consob italiana o la Sec americana.
Le leggi prevedono soglie minime di partecipazione poiché si tratta di fondi non regolamentati e chiusi, ovvero in cui i partecipanti non hanno specifici diritti di informazione: i manager del fondo non sono costretti a pubblicare alcun dato riguardante l'attività del fondo - per esempio, il portafoglio o i rendimenti - che non sia esplicitamente stabilito dal contratto che li lega agli investitori e l’investitore non può chiedere il rimborso della quota prima che sia trascorso un certo numero di anni dalla sottoscrizione.
Allo stesso modo, non ci sono limiti alla natura e all'entità delle commissioni che gli hedge funds possono chiedere.

Infine, per essere accettato, un investitore deve essere disposto a investire tra i 200.000 e i 20 milioni di dollari, anche se negli ultimi anni sono stati creati hedge funds con quote d'ingresso inferiore.

Investimento e copertura del rischio
La caratteristica principale degli hedge funds rimane il tipo di investimento.
Non ci sono infatti restrizioni sul portafoglio di titoli o sul tipo di attività intrapresa, per quanto rischiosa possa essere.
Nonostante ci siano diversi tipi di hedge funds con diversi profili di rischio, quasi tutti investono principalmente in attività ritenute sottovalutate/sopravvalutate dal mercato, assicurandosi allo stesso tempo contro una loro ulteriore svalutazione/crescita.
Altre attività "classiche" sono l'acquisto/vendita di titoli denominati in una certa valuta se si ritiene che il tasso di cambio nominale sia troppo basso/elevato, la scommessa su alcuni Paesi in via di sviluppo, la vendita di titoli e valute allo scoperto, la speculazione su titoli di aziende in bancarotta.
Gli hedge funds, nonostante le operazioni di copertura che pongono in essere, non sono immuni da ogni rischio: è possibile proteggersi e assicurarsi contro il verificarsi di alcune circostanze.

Gli hedge funds possono prosperare in tempi "normali", quando è possibile tradurre in formule matematiche il comportamento degli operatori; ma rimangono esposti di fronte agli eventi inattesi, i cui effetti sono, per definizione, imprevedibili come nel caso dei seguenti esempi:
  • il fondo Ltcm costituito da Myron, Scholes e Robert Merton - inventori (con Fisher Black) della formula matematica che permette di assicurarsi con delle "opzioni" contro ogni tipo di rischio e vincitori del premio Nobel nel 1997 – nonostante la solidità, è finito in bancarotta per una serie di congiunzioni negative (in particolare la crisi asiatica e la svalutazione del rublo nell'agosto del 1998);
  • il Tiger fund è crollato a causa dell'apprezzamento dello yen sul dollaro.